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Giovedì 19 Gennaio 2012 |
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Venerdì 20 gennaio Franz Nicolini inaugura a Omegna la stagione 2012 della Scuola di Alpinismo e Scialpinismo "Moriggi Combi Lanza" con la presentazione-proiezione del filmato "Libero di concatenare" che documenta l'eccezionale impresa dell'estate 2008 con cui, insieme a Diego Giovanni e, in parte, con Mirko Mezzanotte, portò a termine in 60 giorni il sogno di Patrick Berhault, il più amato scalatore transalpino della storia: la salita di tutti gli 82 4000 delle alpi in un unico viaggio.
L'incontro con il polivalente alpinista e guida alpina Franz Nicolini, organizzato dalla Scuola intersezionale Cai "Moriggi Combi Lanza" del Verbano e del Cusio in collaborazione con la nostra Associazione Linea Verticale, costituisce il momento inaugurale dei corsi di SA1 (scialpinismo 1) e AG1 (alpinismo 1) del 2012 della stessa Scuola intersezionale. La presentazione dell'impresa con cui Nicolini ha concatenato le 82 cime di quattromila metri dell'arco alpino in 60 giorni effettuando i trasferimenti "by fear means", cioè a piedi, in bici e con gli sci, oltre ad essere un emozionante momento di confronto con l'alpinismo di punta del nostro tempo, è anche
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Mercoledì 04 Gennaio 2012 |
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Dopo che l'anno scorso i due Ragni di Lecco, Matteo Bernasconi "Berna" e Matteo Della Bordella, avevano già provato a mettere la mani sulla inviolata parete Ovest della Torre Egger (2685 m), in Patagonia, quest'anno i due sono ripartiti per provare a chiudere i conti con questa bellissima guglia. La presentazione dell'avventura nelle parole di Matteo e l'aggiornamento del 29 dicembre 2011 (l'ultimo fino ad oggi).
Matteo Della Bordella, giovane climber varesino che Linea Verticale conosce bene, è protagonista in questi giorni di un tentativo, insieme al compagno di cordata, anch'egli Ragno di Lecco, Matteo Bernasconi, sulla Ovest della Torre Egger dove già aveva "ficcato il naso" l'anno scorso. Ecco le parole con cui Matteo ha presentato il viaggio verticale che in cui si è ingaggiato a partire dalla seconda metà di dicembre: "Dal punto di vista tecnico la più grande novità rispetto all'anno scorso è che ci portiamo il portaledge che vogliamo fissare alla base della parete in modo da evitarci tutte le volte avvicinamento, zoccolo e nevaio. E poi che abbiamo un po' più tempo a disposizione, nel senso che abbiamo in programma due mesi (ma potrebbe essere di più o di meno, chissà). Per il resto, posto e obiettivo sono sempre quelli. Come dicono i saggi 'le montagne sono sempre là, non scappano', quindi speriamo di ritrovare la Torre Egger anche quest'anno. Oltre alla Torre Egger sarebbe bello ritrovare anche tutto il nostro materiale in parete, ma questa è un'altra storia, diciamo che per sicurezza ci riporteremo comunque tutto il materiale fino al Circo de Los Altares, poi vedremo. L'anno scorso avevo delle idee su come fosse la Patagonia e su cosa aspettarmi, ma erano solo idee, visto che non c'ero mai stato; ora invece so esattamente cosa mi aspetta, penso e spero di essere più preparato sia mentalmente che fisicamente che tecnicamente, poi si vedrà una volta lì se lo sono o no. Beh, rispetto all'anno scorso
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Domenica 11 Dicembre 2011 |
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Si è tenuto ieri all'Alpe Devero, in alta Val d'Ossola (Provincia del VCO - Italia), un interessante incontro-laboratorio riguardante il cosiddetto "caso della centralina idroelettrica" dal titolo "Amare l'acqua e chiamarla per nome". In sintesi in questi ultimi mesi la comunità era venuta a sapere di un'ipotesi di costruzione di una centralina tra Devero e Crampiolo (in un contesto di interesse naturalistico) per lo sfruttamento privato dell'energia idroelettrica. Ne era seguita una mobilitazione civile che ha portato alla raccolta di migliaia di firme. La petizione si è opposta al progetto per vari motivi, fra i quali l'elevato impatto ambientale e il metodo, legale ma condotto in sordina, senza coinvolgere le comunità locali.
L'incontro tenutosi sabato 10 dicembre all'Alpe Devero si poneva l'obbiettivo di attirare l'attenzione su due temi sempre più attuali e interconnessi fra loro, la produzione di energia e la salvaguardia dell'ambiente. La sala piena (un centinaio di persone) e i contenuti emersi, consentono di parlare di successo. Anche la rappresentanza politica locale (trasversale agli schieramenti) ha dimostrato di avere a cuore il proprio territorio. Il progetto della nuova centralina a Devero è un esempio eclatante di come un'idea fondamentalmente buona come quella delle fonti rinnovabili di energia, si possa trasformare in occasione di detestabili speculazioni economiche a danno dell'ambiente e di come lo sfruttamento di una fonte di energia rinnovabile possa avere costi ambientali inaccettabili e produrre quindi energia non più così "pulita". Come sempre, dunque, occorre sottolineare che non è il merito delle cose a fare la differenza ma il metodo.
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